I viaggi
ovvero
Funzioni, funzioni composte, funzioni inverse
franco ghione
Dal trattato d’Aritmetica di Filippo Calandri
La sesta parte del capitolo XII è interamente dedicata ai problemi relativi ai viaggi d’affari o a
situazioni a quelli riconducibili. La matematica che li sostiene, rivista in modo moderno, è molto
interessante e ricca di situazioni particolarmente stimolanti da un punto di vista storico-didattico. La
situazione di base è quella di un mercante che viaggia in diverse città per svolgervi dei commerci e
sa che in ogni città il capitale sarà modificato con un certa proporzione e che vi saranno da
prendere in considerazione delle spese di viaggio. Inizialmente si suppone che il viaggio sia diviso
in diverse tappe e che in ognuna di queste il capitale investito si modifica con la stessa proporzione
e che le spese di viaggio siano le stesse in ogni città. Se x è il capitale iniziale, supponiamo che in
ogni città il commercio produca un nuovo capitale ax essendo a una costante adimensionale nota,
generalmente maggiore di 1, e supponiamo che in ogni città le spese di viaggio siano le stesse e
siano quantificate col numero s calcolato con la stessa unità di misura con la quale si valuta il
capitale x (ad esempio denari, lire, bisanti ecc). Dopo aver sviluppato l’attività commerciale e
pagate le spese di viaggio nella prima città, il capitale iniziale x sarà
f(x) = a x – s
Con questo nuovo capitale, il mercante si reca in una seconda città realizzando un nuovo capitale
f( f(x) ) = f(a x - s) = a(a x - s) - s = a
2
x - (a+1)s
nella città successiva i capitale diventa
f ( f ( f(x) ) ) = f(a
2
x - (a+1)s) = a(a
2
x - (a+1)s) - s = a
3
x - (a
2
+ a +1)s
Indicando la composizione di funzione col simbolo
!
, e con f
(n)
la funzione composta f
!
f
!
f
!
...
!
f
(n volte) dopo n città il capitale iniziali x sarà diventato
f
(n)
(x) = a
n
x - (a
n-1
+ a
n-2
+ ... + a + 1)s
e, in questo contesto Fibonacci pone diversi problemi che conducono a una equazione lineare da
risolvere.
1. Qual’ è il capitale minimo che permette di pagare le spese per sostenere quel viaggio? O, in
altri termini, quale è il capitale iniziale se alla fine del viaggio si resta senza nulla?
f
(n)
(x) = 0
2. Qual’ è il capitale iniziale se alla fine del viaggio ci si ritrova il capitale col quale siamo
partiti?
f
(n)
(x) = x
3. Qual’ è il capitale iniziale se alla fine del viaggio ci si ritrova il capitale col quale siamo
partiti e in più un dato guadagno?
f
(n)
(x) = x+p
4. Conoscendo il guadagno p ottenuto con un dato capitale iniziale x
0
quale è stata la spesa.
a
n
x
0
- (a
n-1
+ a
n-2
+ ... + a + 1)s = x
0
+ p con s incognito
E’ interessante osservare che Fibonacci proponga, come è suo stile, diversi modi per trovare la
soluzione a questi problemi ognuno dei quali getta nuova luce sul problema e suggerisce ulteriori
sviluppi.
Una nuova via per risolvere questi problemi, chiamata da Fibonacci la regola inversa, che in alcuni
casi può essere più semplice di quella indicata prima, consiste nel ripercorre il viaggio all’inverso.
Supponiamo che alla fine dell’ultimo viaggio sia rimasto il capitale y. Ciò significa che avendo
dovuto pagare s di spese il mercante doveva avere y+s e poiché durante il commercio il suo capitale
veniva moltiplicato per a, per avere dopo il commercio y+s doveva avere all’inizio di questo n-
esimo viaggio un capitale uguale a
1
a
y + s
( )
. Questa nuova funzione che aggiunge s (che è
l’operazione inversa del sottrarre s) e divide il risultato per a (che è l’operazione inversa del
moltiplicare per a) è la funzione inversa di f che moltiplica per a e sottrae s. Tale funzione si indica
con f
-1
:
f
-1
(y) =
1
a
y + s
( )
Ciò significa che la funzione composta di f con f
-1
è la funzione identica che trasforma la variabile
in se stessa:
f ! f
1
(y) = f
1
a
y + s
( )
= a
1
a
y + s
( )
s = y
nello stesso modo f
-1
composto con f è la funzione identica
f
1
! f (x) = f
1
(ax s) =
1
a
(ax s) + s
( )
= x
Risalendo di viaggio in viaggio, se alla fine del penultimo viaggio il mercante disponeva di un
capitale f
-1
(y), all’inizio di questo penultimo viaggio doveva avere un capitale
f
1
(!f
1
(y)!) =
1
a
f
1
(y) + s
( )
=
1
a
1
a
y + s
( )
+ s
=
1
a
2
y + 1+ a
( )
s
( )
proseguendo nello stesso modo troviamo il capitale con quale avevamo iniziato il viaggio
dove la funzione f
(-n)
è la funzione composta da f
-1
n volte:
f
(-n)
= f
-1
!
f
-1
!
...
!
f
-1
.
Date due funzioni lineari generiche f(x) = a x+b e g(x) = c x+d possiamo sempre considerare le
due funzioni composte che sono ancora lineari:
f
!
g (x) = f(c x+d) = a(c x+d)+b = ac x+ad+b
g
!
f (x) = g (a x+b) = c(a x+b)+d = ca x+cb+d
Osserviamo che, in generale, queste due funzioni f
!
g e g
!
f non sono uguali e abbiamo un
primo significativo esempio di una operazione, la composizione di funzioni, non commutativa.
Inoltre ogni funzione lineare non costante ammette sempre una sua inversa e abbiamo anche una
funzione identica, spesso indicata con I che non cambia nulla I(x)=x e gioca il ruolo che svolge il
numero 1 nell’operazione di prodotto tra numeri. La funzione inversa di una funzione composta si
calcola nel modo seguente
( f
1
! f
2
!... ! f
n
)
1
= f
n
1
! f
n1
1
!... ! f
1
1
ma attenzione all’ordine dei fattori.
Si genera in questo modo un’algebra di funzioni con le quali possiamo operare come operiamo con
i numeri con la differenza, sostanziale, che questa operazione non è commutativa. In Fibonacci
troviamo all’opera quest’algebra nel problema XII.6.21 dove si tratta di un viaggio diviso in 4 tappe
in ognuna delle quali vi è un diverso guadagno e una diversa spesa.
!"##$%$&'()Di nuovo si proponga che [un mercante] facesse quattro viaggi; nel primo dei quali fece
il doppio; e in esso spese 13 denari. Nel secondo ne fece tre da due; durante il quale spese 16
denari. E nel terzo ne fece 4 da tre; e spese 18 denari. E nel quarto ne fece cinque da quattro. E
spendendo parimenti 20 denari, e alla fine non gli rimase nulla.
Le quattro funzioni sono
f
1
(x) = 2x 13,!!! f
2
(x) =
3
2
x 16,!!! f
3
(x) =
4
3
x 18,!!! f
4
(x) =
5
4
x 20
e l’intero viaggio è descritto dalla funzione
F = f
4
! f
3
! f
2
! f
1
che, eseguendo la composizione delle funzioni nell’ordine indicato, è la funzione che trasforma x in
5x
305
3
ovvero
F(x) = 5x
305
3
.
Nota questa funzione o la sua inversa
F
1
(y) =
y +
305
3
5
=
3y + 305
15
,
possiamo risolvere tutti i problemi relativi a questo viaggio. In particolare il capitale minimo che mi
permette di pagare tutte le spese si ottiene risolvendo l’equazione F(x)=0 o, come fa Fibonacci,
calcolando direttamente
F
1
(0) =!
305
15
=
61
3
= 20
1
3
.
Notiamo che, malgrado si siano individuati due percorsi che risolvono ugualmente i problemi dei
viaggi, Fibonacci propone un ulteriore metodo nel caso le funzioni che descrivono l’intero viaggio
siano uguali basato sul concetto, molto importante nella matematica moderna, di punto fisso. Un
punto fisso per una funzione f è un valore x
0
che la funzione trasforma in se stesso cioè tale che:
f(x
0
) = x
0
.
nel caso le funzioni siano lineari è molto semplice calcolare il loro punto fisso. Ad esempio il punto
fisso della funzione f(x)=ax+b è il numero che verifica la condizione:
a x
0
+ b = x
0
che fornisce il valore
x
0
=
b
1 a
.
Osserviamo che, se x
0
è il punto fisso della funzione f, allora è anche il punto fisso della funzione
f
!
f dato che f
!
f(x
0
)= f(f(x
0
)) = f(x
0
) = x
0
e dunque, iterando, è anche il punto fisso della funzione
f
(n)
.
Consideriamo ora la funzione f(x) = ax - s che regola una tappa di determinato viaggio, il suo punto
fisso è il valore
x
0
=
s
a 1
se scriviamo il capitale col quale iniziamo il nostro viaggio nella forma
x+x
0
abbiamo f(x+x
0
) = a(x+x
0
)-s =a x+a x
0
– s = ax+x
0
e, se il viaggio complessivo è costituito
da n tappe regolate dalla stessa funzione f, allora
f
(n)
(x+x
0
) = a
n
x+x
0
e, magicamente, le spese sono tutte assorbite dal punto fisso. Ad esempio nel problema (XII.6.12)
f(x)=3x-18 e il viaggio consta di 4 tappe ed è quindi descritto dalla funzione f
(4)
e si chiede quale
fosse il capitale iniziale se alla fine del viaggio si sia ottenuto oltre al capitale di partenza anche un
guadagno di 20 denari. Per risolvere il problema si può ricorrere alla regola diretta calcolando f
(4)
e
risolvendo l’equazione f
(4)
(x) = x+20, ma anche senza bisogno di calcolare esplicitamente f
(4)
, si
può usare il punto fisso che è in questo caso x
0
= 9. Scriviamo il capitale incognito nella forma x+9,
allora, poiché 9 è il punto fisso, senza bisogno di calcolare esplicitamente f
(4)
, abbiamo
f
(4)
(x+9)=3
4
x +9 e dunque l’equazione f
(4)
(x+9)=x+9+20 diventa semplicemente
3
4
x +9= x+9+20
da cui 80x = 20 e x = 1/4. Il capitale iniziale per ottenere da quel viaggio un guadagno di 20 denari
è di 9 1/4 denari risultato ottenuto senza bisogno di calcolare esplicitamente la funzione f
(4)
.
La regola della casa e i “mezzi viaggi”
Ritratto della Pisa medioevale nella chiesa di San Nicola a Pisa
Vi è un nuovo metodo molto interessante ma più difficile che Fibonacci introduce come la regola
della casa. Ecco, a questo riguardo, il primo problema proposto:
!"##$%$*+() Parimenti un tale aveva 13 bisanti; e con essi fece non so quanti viaggi, e in ciascuno
faceva il doppio, e spendeva 14 bisanti, e alla fine non gli rimase nulla. Si chiede quanti furono i
suoi viaggi.
Ora l’incognita è il numero dei viaggi ma, se cerchiamo di risolvere il problema con i metodi
precedenti ci sono dei problemi. La funzione del viaggio è molto semplice f(x)=2x-14 e quindi
dopo il primo viaggio resta con f(13)= 12 bisanti, dopo 2 viaggi con f
(2)
(13) = f(12)=10 bisanti,
dopo tre viaggi f
(3)
(13) = f
(2)
(12)=f(10) = 6 bisanti. Con 6 bisanti non ci sono i soldi per pagare il
quarto viaggio dato con 6 ricaviamo 12 bisanti mentre la spesa è di 14. Quindi facciamo 3 viaggi e
ci restano 6 denari.
Questi 6 denari possono essere rimessi in gioco invece che in un intero viaggio in un “mezzo
viaggio”. Il problema si pone quando abbiamo un capitale che rende degli interessi ad esempio ogni
mese e ma abbiamo anche delle spese ogni mese che diminuiscono il capitale. Si vuole sapere in
quanti mesi e giorni ed ore il capitale si esaurisce. Ecco come procede Fibonacci nell’esercizio
XII.6.35, modificando completamente le carte in tavola. Si comincia a valutare di quanto il capitale
iniziale x
0
diminuisca di viaggio in viaggio.
X
0
= 13,
X
1
= f(x
0
) = 13 -1 = 12 = x
0
- 1
X
2
=
f
(2)
(x
0
) = 12 - 2 = 10 = x
1
-2 = x
0
– (1+2)
X
3
= f
(3)
(x
0
) = 10 - 4 = 6 = x
2
- 2
2
= x
0
– (1+2+2
2
)
X
4
= f
(4)
(x
0
) = 6 - 8 = 6 = x
3
- 2
3
= x
0
– (1+2+2
2
+2
3
)
Ora Fibonacci pensa con grande audacia che, se in un viaggio il capitale diminuisce di 8 bisanti, in
mezzo viaggio debba diminuire di 4 bisanti in tre quanti di viaggio debba diminuire di 6 bisanti e
quindi la risposta al quesito è che il numero di viaggi necessari a ridurre il capitale a zero è 3 e 3/4!
Ecco come Fibonacci commenta questa conclusione
Ma poiché sembra incoerente dire che qualcuno abbia fatto 3/4 di un viaggio, mostriamo come
porvi rimedio. Vale a dire, facendo in un viaggio il doppio, allora da 1 si guadagna un altro
[bisante]: quindi in 3/4 di un viaggio da questo 1 si guadagna 3/4 di un bisante.
Vediamo come si pone in generale la questione. Sia come al solito f(x) =ax-s la funzione che
definisce il singolo viaggio. Per comodità di scrittura indichiamo con X
n
= f
(n)
(x) il capitale
risultante alla termine del viaggio n-esimo. Abbiamo allora per n=0,1,2, ..., n
X
0
= x
X
1
= ax-s
...........................
X
n
= a X
n-1
- s
X
n+1
= a X
n
- s
Calcoliamo la diminuzione di capitale X
n
- X
n+1
= D
n
D
n
= X
n
- X
n+1
= [a X
n-1
- s] -[a X
n
- s] = a[X
n-1
- X
n
]= a D
n-1
da cui
X
n
- X
n+1
= a
n
[X
0
- X
1
] =a
n
D
0
,
dove
X
0
- X
1
= D
0
= x - f (x) = s - (a-1)x
è la diminuzione del capitale x dopo il primo viaggio. Poiché
X
n+1
= X
n
- a
n
D
0
f
(n+1)
(x) = X
n+1
= x
- [1+ a + a
2
+...+ a
n-1
+ a
n
] D
0
,
Ora Fibonacci introduce una frazione di un viaggio f(x)=ax - s = x - D
0
: il mezzo viaggio di f è
quello che produce mezza diminuzione, e in generale, se k è un numero rotto, k di un viaggio f è il
viaggio che produce una diminuzione k D
0
. Tale viaggio è dunque espresso dalla funzione
g(x) = x-k D
0
= x- k((1-a)x+s)=(1+k(a-1)x - ks
Mentre il viaggio f da 1 produce a-1 e spende s, invece k del viaggio f da 1 produce k(a-1) e spende
ks. Queste considerazioni sono molto importanti quando un viaggio sia equiparato a un dato spazio
temporale, ad esempio un mese o un anno e vi sia un capitale che produce un certo interessa in
quello spazio temporale e nello stesso spazio vi siano delle spese. Se l’interesse e le spese sono
proporzionali allo spazio temporale cioè se il capitale su 1 rende a-1 in un anno, lo stesso interesse
su 1 rende (a-1)/2 su mezzo anno e ugualmente la spesa se è s su 1 anno diventa s/2 su mezzo anno.
Tutto ciò diventa molto utile nell’emblematico Problema famoso dell’uomo che prende in
prestito cento lire a interesse per una certa casa (XII.6.37 e seguenti) che Fibonacci tratta
lungamente. In questo caso c’è un tale che investe un capitale di 100 lire all’interesse di 4 denari al
mese per pagare l’affitto di una casa che costa 30 lire di pigione all’anno. Si vuol sapere quanti
anni, mesi, giorni e ore può tenere quella casa col capitale di 100 lire. Consideriamo la durata di un
anno un singolo viaggio, e vediamo come aumenta il capitale. In 1 anno 1 £ produce 4 soldi di
interessi (1 soldo sono 12 denari) e poiché 4 soldi sono 4/20=1/5 £ (1 lira sono 20 soldi), in un anno
1 £ produce 1 £ più 1/5 £ . In definitiva un capitale di x £, dopo 1 anno, produce un capitale di
x +
1
5
x =
6
5
x
e poiché ogni anno si devono togliere 30£ di pigione , dopo un anno il capitale rimasto
sarà in lire:
f (x) =
6
5
x 30
Si tratta dunque di un “viaggio” il cui coefficiente a di guadagno è 6/5 e la spesa s di 30 £. Poiché
sia l’interesse che la pigione sono proporzionali al tempo possiamo applicare le idee precedenti.
Cominciamo dunque a calcolare le diminuzioni di capitale di anno in anno. Il capitale iniziale è x
0
=100 £ e la diminuzione nel primo anno è
D
0
= 30
1
5
100 = 10
£.
Calcolando le successive diminuzioni, cosa che Fibonacci fa con estrema cura e abilità aritmetica, si
trova
X
0
=100
X
1
= X
0
D
0
=100 D
0
= 90
X
2
= X
1
aD
0
=100 1+ a
( )
D
0
= 88
X
i+1
= X
i
a
i
D
0
=100 1+ a + a
2
... + a
i
( )
D
0
ma alla fine del sesto anno resta un capitale troppo basso col quale, anche aggiungendo gli interessi
che produce, non abbiamo la possibilità di pagare un altro anno di pigione . Abbiamo infatti
X
6
=100 1+
6
5
+
6
2
5
2
+... +
6
5
5
5
D
0
=
438
625
si tratta ora di vedere, con il capitale rimasto e i relativi interessi, per quale frazione di anno
possiamo pagare di affitto. Dobbiamo allora calcolare la frazione k del settimo viaggio per la quale
X
7
= X
6
ka
6
D
0
= 0
da cui ricaviamo
k =
X
6
a
6
D
0
. Se il settimo “viaggio” invece di durare 1 anno dura la frazione k di un
anno, anche la diminuzione del settimo viaggio sarà diminuita della stessa frazione k.
Si tratta di una frazione di 1 anno che, supponendo l’anno di 360 giorni, darà il numero di giorni
corrispondenti moltiplicando k con 360. Il risultato che trova Fibonacci è di 8 giorni 5 ore e 7/18 di
ora!
Infine, per maggior sicurezza, Fibonacci verifica la correttezza della regola e cioè che la spesa di
affitto per quella frazione k di un anno cioè 30 k lire, coincide con X
6
più l’interesse prodotto da
X
6
in quella frazione k di un anno:
X
6
+ (a 1)kX
6
= 30k
sostituendo il valore di k che abbiamo trovato si deve verificare che
X
6
+ (a 1)
X
6
a
6
D
0
X
6
= s
X
6
a
6
D
0
essendo s=30 £ la spesa. Dividendo per X
6
abbiamo la relazione
a
6
D
0
+ (a 1)X
6
= s
che è sicuramente verificata essendo
aX
6
s = X
7
= X
6
a
6
D
0
.
La stessa “regola” si può applicare in altri problemi simili.
Fibonacci( propone( nel( paragrafo( ) !"##$%$++( un altro interessante problema. Si tratta di un
impresario che, per costruire un palazzo, si rivolge a un operaio che viene pagato 7 bisanti al mese.
L’operaio essendo in bolletta chiede di avere un anticipo sul lavoro di 11 bisanti. L’opera accetta di
corrispondere questo anticipo volendo però ricavare un interesse sul prestito concesso di 61 su 60.
Alla fine di ogni mese si dovrà togliere dal capitale 7 bisanti che corrispondono al salario mensile
calcolando gli interessi sul capitale restante. Avendo finito il lavoro dopo 2 mesi si chiede quando si
debba ancora corrispondere all’operaio oltre gli 11 bisanti anticipati.
Applicando la “regola della casa”, la funzione f(x) che calcola il capitale restante alla fine di ogni
mese se il capitale iniziale è di x bisanti, è data da:
f (x) =
61
60
x 7
X
0
=11, X
1
= 11-D
o
dove D
0
è la diminuzione del capitale nel corso del primo mese e quindi
D
0
= s (a 1)X
0
= 7
11
60
= 6
49
60
,
Essendo X
1
= 4 11/60 non si può pagare un secondo mese. Vediamo allora quale frazione di mese k
può essere corrisposto con quel capitale e con l’interesse che esso fornisce in quella frazione di
mese. Applicando la regola della casa k è determinato dalla condizione
X
1
k
61
60
D
0
= 0
da cui
k =
60X
1
61D
0
=
251× 60
61× 409
=
15.060
24.949
Poiché k è una frazione di un mese che supponiamo di 30 giorni, per sapere a quanti giorni
corrisponde questa frazione dobbiamo moltiplicare k per 30 e poi eseguire la divisione. Eseguendo
il calcolo, che Fibonacci sviluppa con estrema precisione, si trova che il numero g di giorni pagati è
g = 30k = 18 +
2.718
61× 409
restano quindi da pagare
30 g = 11+1
2.718
61× 409
=11+
22.231
61× 409
=11+
364
409
+
27
409 × 61
giorni
Poiché il salario di 1 mese è di 7 bisanti il salario di un giorno è 7/30 bisanti, quindi l’imprenditore
deve ancora corrispondere all’operaio
7(30-g) /30 bisanti cioè
7(30 g)
30
= 2 +
316
409
+
49
409 × 61
bisanti
Questo è il valore esatto dei bisanti spettanti all’operaio. Si noti che aggiunti questi bisanti agli 11
ottenuti in prestito come anticipo l’operaio ha ottenuto per i due mesi di lavoro 13 bisanti e circa 3/4
di bisante invece di 14 bisanti se avesse ricevuto mese per mese lo stipendio con una perdita di circa
1/4 di bisante.
Anche in questo esempio la matematica diventa lo strumento necessario per salvaguardare nel
rispetto degli accordi presi una sottointesa giustizia. In questo caso il calcolo non è del tutto
elementare e per risolvere questa o questioni simile si renderà necessario ricorrere a una nuova
figura professionale: quella del consulente matematico funzione che Fibonacci rese in vita al
Comune di Pisa per la quale ricevette una pensione di 20 lire l’anno in ricompensa della fatica
che sostiene e che d’ora in poi egli serva come al solito il Comune e i suoi funzionari
nell’esecuzione dei calcoli” come sancisce una celebre delibera affissa all’ingresso dell’Archivio di
stato a Pisa e datata tra il 1233 e il 1241.